Opere

Giuseppe Bosich - Giovanna Caprari

G.BOSICH-ARCHEOTIPI ALCHEMICI E PLASTICHE METAMORFOSI
Archetipi alchemici e plastiche metamorfosi dominano i quadri di Giuseppe Bosich. Entità Adamitiche diafane e surreali rimangono sospese sul filo che divide lo Spazio-Tempo dall'Eternità, oscillando altalenanti dinamizzate solo da un'ansiosa ricerca di compiutezza. Pesci antropomorfi, memori dell'antica natura sacrale, si misurano con le passioni terrene e, in perenne tensione, mirano alla perfectione interiore. Viaggi Astrali permettono all'uomo di staccarsi dal mondo sensibile e di rigenerarsi pranicamente.
I riferimenti simbolici alla Tradizione Universale e alla Gnosi, col tramite delle Scienze Esoteriche, in primo luogo Alchemiche, testimoniano della ricerca interiore che ha impegnato l'artista per l'intera vita e ne ha segnato inesorabilmente l'Arte. La sua sensibilità cromatica piega il colore alla scansione delle tappe di un cammino interiore di sapore iniziatico, dando forma ad un microcosmo fantastico abitato da un piccolo popolo di esseri intrisi di una profonda coscienza spirituale.
È l'uomo l'aspetto quintessenziale della ricerca, posto al crocevia materiale dei quattro Elementi. L'Aria, nel volo della colomba, l’Acqua, ichthys cristico, la Terra, rappresentata dal simbolo prudenziale della lumaca, e il Fuoco nell'umana candela, sono ricorrenti nei quadri in combinazioni che sintetizzano i casi della vita; mai casuali però, perché sempre espressione di pulsioni consce ed inconsce. Ed è il mondo onirico, esplorato, vissuto e interpretato, che media il passaggio dall’illusorietà della Natura Naturale alla Realtà della Sovranatura, rendendo comprensibile ciò che la nostra mente, ancorata a cognizioni empiriche, stenterebbe altrimenti a credere. Ogni elemento raffigurato è strettamente necessario alla strutturazione della composizione, accostato ad altri simboli ricorrenti e talvolta unici. Al variare dell'interazione corrisponde una diversificazione dei contenuti, confine da cui scaturisce il fascino della pittura di Bosich, la cui validità non viene meno neanche per chi, incapace di decifrare i simboli di quest'Arte concettualmente diversificata, ne coglie il solo senso letterale, catturato, in principio, solo dai raffinati giochi cromatici. È il caso delle catene o dei tessuti d'Umanità, che regalano emozioni indipendentemente dal significato simbolico, merito della maestria tecnica dell'artista. È il caso delle farfalle, dal cui etereo ritmo compositivo Bosich si stacca per puntare l'occhio, ora sulla concretezza plastica dei muri, ora sui baluginanti mondi sommersi, animati da pesci meccanomorfi che, in balìa delle fluide correnti del flottage, partecipano della dinamica legata al mondo degli equilibri. Mai un paesaggio, mai un'astrazione fine a se stessa si impone nella costruzione dell'immagine, sempre presente semmai un certo genius alchemico che, come fuoco,
lentamente trasforma figure in significati.